Terra - Sebastião Salgado

Mostra fotografica

L'obiettivo di Sebastião Salgado ci conduce attraverso un viaggio intenso nella realtà della terra del Brasile.

La mostra è costituita da una cinquantina di immagini in bianco e nero (corredate da alcuni pannelli esplicativi) che ci fanno conoscere il lavoro quotidiano di milioni di contadini, gli effetti della concentrazione della proprietà terriera, l'esodo verso le città e la vita nelle favelas, i conflitti e la violenza intorno alla proprietà della terra, la lotta dei contadini senza terra per recuperare il bene perduto e, con esso, la dignità del lavoro.

Sebastião Salgado ha concesso l'uso gratuito delle immagini per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della distribuzione della terra in Brasile e per favorire la raccolta di fondi a sostegno del Movimento dei Senza Terra (MST).

I fondi finora raccolti sono stati destinati alla costruzione di una scuola per la formazione professionale dei contadini senza terra.

La mostra oggi

La distribuzione della mostra, è curata dall'Associazione "Gruppo '89" di San Giovanni al Natisone, che la custodisce per conto delle organizzazioni non governative "Frères des hommes Europe" e "Fundació pels drets col·lectius dels pobles".

Castelli Aperti (Piemonte, agosto 2021)

Tra le esposizioni più recenti: Tolmezzo, ottobre 2019, Caraglio (Cuneo), estate 2021 e Casarsa della Delizia, dal 2 al 24 settembre 2023.

Sebastião Salgado

Sebastião Salgado nasce nel 1944 a Aimors, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. Vive a Parigi. Dopo una formazione universitaria di economista e statistico decide, in seguito ad una missione in Africa, di diventare fotografo. Nel '73 realizza un reportage sulla siccità del Sahel, seguito da uno sulle condizioni di vita dei lavoratori immigrati in Europa. Nel '74 entra nell'agenzia Sygma e documenta la rivoluzione in Portogallo, la guerra in Angola e gli avvenimenti in Mozanabico. Entra a far parte nel 1975 dell'agenzia Gamma ed in seguito, nel 1979, della celebre cooperativa di fotografi Magnum Photos.

Lascia la Magnum nel 1994 per creare, insieme a Lelia Wanick Salgado, Amazonas Images, una struttura autonoma completamente dedicata al suo lavoro. Salgado si occupa soprattutto di reportage di impianto umanitario e sociale, consacrando mesi, se non addirittura anni, a sviluppare e approfondire tematiche di ampio respiro.

A titolo di esempio, possiamo citare i lunghi viaggi che, per sei anni, lo portano in America Latina per documentarsi sulla vita delle campagne. Questo lavoro ha dato vita al libro Other Americas. Salgado fotografa la tragedia della siccità nei paesi africani del Sahel e l'insieme di questo lavoro è stato organizzato in diverse esposizioni e due libri, a sostegno di Medicins sans Frontieres.

Durante i sei anni successivi Salgado concepisce e mette a punto un progetto su scala mondiale sul lavoro nei settori di base della produzione. Il risultato è La mano dell'uomo, una pubblicazione di 400 pagine del 1993 tradotta in sette lingue diverse e accompagnata da una mostra presentata finora in oltre sessanta musei e luoghi espositivi di tutto il mondo.

Dal 1993 al 1999 Salgado lavora sul tema dei movimenti di popolazione nel mondo. Questi reportage sono stati pubblicati, con regolarità, da molte riviste internazionali tra cui D la Repubblica delle donne in Italia, Stern in Germania, Paris Match in Francia, El Pais in Spagna, Visão in Portogallo, Rolling Stone e New York Magazine negli Stati Uniti e Folha di São Paulo in Brasile. Oggi, questo lavoro è presentato nei volumi In Cammino e Ritratti di bambini in cammino, due opere che accompagnano la mostra omonima edite in Italia da Contrasto.

Allestimento della mostra

L'obiettivo di Sebastião Salgado ci conduce attraverso un viaggio intenso nella realtà della terra del Brasile.
La mostra è costituita da una cinquantina di immagini in bianco e nero (corredate da alcuni pannelli esplicativi) che ci fanno conoscere il lavoro quotidiano di milioni di contadini, gl...

Sebastião Salgado nasce nel 1944 a Aimors, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. Vive a Parigi. Dopo una formazione universitaria di economista e statistico decide, in seguito ad una missione in Africa, di diventare fotografo. Nel '73 realizza un reportage sulla siccità del Sahel, seguito da uno...