La sera del 31 dicembre 2006 a Zagabria, frère Alois parlava dell’icona dell’amicizia:
Quest’icona viene dall’Egitto, è del sesto secolo. Vi vediamo il Cristo mettere la sua mano sulla spalla del suo amico per camminare con lui, per accompagnarlo. Possiamo tutti riconoscerci in questo amico del Cristo. Questa icona ricorda il cuore del Vangelo: se il Cristo risorto è invisibile ai nostri occhi, possiamo tuttavia confidare nella sua presenza. Egli accompagna ogni essere umano. Guardare quest’icona, è già una preghiera che ci unisce a Dio.
E questa amicizia la viviamo anche tra noi. Il Cristo ci riunisce in una sola comunione, quella della Chiesa. Allarghiamo quindi questa amicizia, superiamo le separazioni che permangono! Se potessimo fare tutto il possibile affinché sia più evidente che la Chiesa è un luogo d’amicizia per tutti!
Quando ci rendiamo consapevoli dell’amicizia che Dio ha per ciascuno di noi, scopriamo un nuovo coraggio per creare un’amicizia con coloro che ci sono affidati e in particolare con le persone più vulnerabili. Un’attenzione alle persone più abbandonate ha un immenso valore nelle nostre società dove la necessità d’essere efficace porta talvolta all’isolamento.
Abbiamo preparato diverse copie dell’icona dell’amicizia, una per ogni paese europeo qui rappresentato. Durante tutto l’anno prossimo, quest’icona vi aiuterà a compiere dei piccoli pellegrinaggi di fiducia in luoghi dove dei giovani si ritrovano, da una città a un’altra, da una parrocchia a un’altra, in un ospedale o in una casa di bambini abbandonati, in altri luoghi dove delle persone soffrono. Con questo semplice mezzo, potete trasmettere la buona novella del Vangelo.
Una copia di quest’icona dell’amicizia è partito in Italia dopo l’incontro. I ragazzi della Puglia l’hanno portato da Zagabria in pullman con loro. Per qualche giorno viaggerà in quella zona, dando luogo a dei momenti di preghiera piccoli e grandi, nelle parrocchie, nelle case e in altri luoghi significativi. Poi passerà ad un’altra regione, e così via durante tutto l’anno 2007.
Insieme con l’icona ci sarà un quaderno dove si può scrivere qualche riga come testimonianza ad ogni sosta dell’icona (cosa avete fatto, dove, una parola di riflessione…). Poi, alla fine, saremo stupiti di vedere tanti segni di speranza attraverso tutto il paese.
Sarebbe bello che i giovani di ogni regione accompagni l’icona a delle realtà di una grande diversità, sarà una maniera molto concreta di creare conoscenza e amicizia tra gruppi e persone che normalmente non si incontrano.
Non è nello spirito di questo pellegrinaggio di organizzarlo troppo in anticipo, contiamo sulla disponibilità e la creatività di tanti giovani per l’andamento dell’insieme. Già il fatto che i giovani di una città o regione portano l’icona ad un altro posto per continuare il pellegrinaggio creerà tanti legami tra i vari gruppi.



