Associazione Gruppo '89

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Home Iniziative MeetinGiovani Lasciateci le ali (1997)

Lasciateci le ali (1997)

Riabitare sé stessi e il mondo
XIII MeetinGiovani - 11-12-13 Luglio 1997 "Strani giorni", quelli che stiamo vivendo, ingabbiati in una società dallo sviluppo tecnologico incontrollabile e schizofrenico, ove i tradizionali sistemi di pensiero e di riferimento culturale , sociale, spirituale, politico, economico, fanno fatica a tenere il passo quando non cedono, lasciandoci in balia di noi stessi, alle volte su un baratro oltre il quale c'è solamente "un raggelante senso di vuoto". Ci avviciniamo rapidamente al fatidico giro di boa del terzo millennio e lo scenario che intravediamo non è confortante: mondializzazione e disoccupazione, fanatismi nazionali, conflitti, mafie trionfanti, bioetica e manipolazioni genetiche, cyberspazio e analfabetismo. I segni e le visioni dell'Apocalisse si fanno realtà in questi giorni. È per questo che abbiamo bisogno di ali per levarci in volo e poter guardare questo mondo con ottiche e prospettive diverse. Alla fine del millennio, "lasciateci le ali" vuole esprimere la speranza che può venire da una visione di futuro che lasci spazio alla potenza di Dio e alla forza costruttiva delle beatitudini evangeliche, piuttosto che da un ripiegamento ossessivo ed analitico sui nostri mali. Si chiede quindi, a tutti gli uomini di buona volontà, di ispirarsi a progetti positivi, di guardare all'uomo saggio del Vangelo, che, fidandosi delle parole del Discorso della Montagna, la mette in pratica e costruisce una casa che resiste a tutti gli uragani. Dopo le rivoluzioni e le grandi utopie ha vinto un realismo senza ali e prevale un senso di impotenza. È difficile trovare le forze creative e creatrici che nascono dal "sogno" di un mondo più giusto, più libero più a misura d'uomo, un "sogno" che attende la manifestazione di "cieli nuovi e terre nuove", un sogno che materializzi l'icona dell'incontro tra l'uomo sfiduciato e sperduto con il suo Dio, pastore e guida. "Lasciateci le ali" è l'invito a vincere le nostre inquietudini, i nostri timori, per avere il coraggio di affrontare la metamorfosi che, da bruco che vive a contatto del terreno, ci porterà a diventare farfalla, libera di volare sui prati e cogliere nel vento l'essenza del suo amore per la vita e per la gioia. Se vogliamo realizzare questo "sogno" e librarci in volo con le nostre ali, dobbiamo vivere due parole d'ordine: la partecipazione e la progettualità, riabitando noi stessi e il mondo. Ci prepariamo a volare, con le nostre ali ritrovate, ma non voleremo per fuggire. Voleremo, invece, per far volare chi stenta a trovare le proprie ali. Voleremo per tornare a contatto con la nostra vita, con il nostro tempo, con il nostro mondo. (Federico Grione) Sono intervenuti: mons. Raffaele Nogaro, Chiara Amirante fondatrice della comunità "Nuovi Orizzonti" (Roma), il sindaco di Molfetta Guglielmo Minervini, lo psicologo Paolo Crepet, don Luigi Ciotti fondatore del Gruppo Abele di Torino, Arabella, testimone della lotta per i diritti umani in Guatemala, frà Beppe Prioli, che si occupa della realtà scottante del carcere, la Commissione Diocesana Giustizia e Pace, padre Silvio Turazzi, saveriano, missionario in Zaire dal '75 al '94